sabato 5 settembre 2026

Soundgarden, 37 anni di “Louder Than Love”: il disco che anticipò il grunge


Ci sono album che diventano importanti perché fotografano perfettamente il proprio tempo. E poi ci sono quelli che, mentre raccontano un’epoca, sembrano già guardare oltre.

Louder Than Love appartiene a questa seconda categoria.

Il 5 settembre 1989 i Soundgarden pubblicavano il loro secondo album in studio e il primo con la A&M Records. Era un momento decisivo: la band di Seattle lasciava alle spalle l’underground più ristretto e si affacciava su un palcoscenico più grande, senza però rinunciare a quel suono sporco, pesante e inquieto che ne aveva definito gli inizi.Il disco fu registrato al London Bridge Studio di Seattle tra dicembre 1988 e gennaio 1989, con Terry Date alla produzione e all’ingegneria del suono.E per capire di cosa stiamo parlando, basta far partire il primo riff per notare che i Soundgarden non avevano alcuna intenzione di diventare una band facilmente classificabile.Il suono dei Soundgarden era infatti il risultato di influenze diverse: heavy metal, punk, hard rock, psichedelia e soprattutto una certa fascinazione per il rock britannico più oscuro. 

Kim Thayil avrebbe indicato tra le influenze del gruppo anche band come Killing Joke e Bauhaus, oltre al metal. Il risultato era qualcosa di profondamente personale: le chitarre di Thayil non si limitavano a costruire riff pesanti: introducevano dissonanze, deviazioni e atmosfere quasi psichedeliche. Chris Cornell, invece, aveva già sviluppato una voce capace di essere contemporaneamente aggressiva e melodica.Alle loro spalle, il basso di Hiro Yamamoto e la batteria di Matt Cameron fornivano una base massiccia e imprevedibile: era rock, ma non soltanto rock; era metal, ma non il metal tradizionale; era punk, ma senza la necessità di correre; era, semplicemente, Soundgarden. 

L’album si apre con “Ugly Truth”, un brano oscuro e pesante che mette immediatamente in chiaro le intenzioni della band.

Segue “Hands All Over”, uno dei pezzi più rappresentativi del disco, mentre “Gun” porta in primo piano l’attitudine più aggressiva e diretta del gruppo.

Power Trip” e “Get on the Snake” proseguono sulla stessa strada, con quest’ultima caratterizzata da un’insolita struttura ritmica in 9/4, dettaglio che racconta bene quanto i Soundgarden fossero poco interessati alle regole convenzionali del rock.

Poi arriva “Full On Kevin’s Mom”, prima della canzone che probabilmente rappresenta il cuore dell’intero album.

Loud Love” il cui riff è uno di quelli che non hanno bisogno di presentazioni: pesante, circolare, immediatamente riconoscibile. La canzone, infatti, riassume perfettamente la formula dei Soundgarden di quel periodo: chitarre enormi, una sezione ritmica potente e la voce di Cornell che si muove tra aggressività e melodia. 

Non sorprende che “Loud Love” sia stata scelta come singolo nel 1989, seguita l’anno successivo da “Hands All Over”.Ma Louder Than Love non vive soltanto dei suoi brani più conosciuti.“I Awake”, scritta da Hiro Yamamoto, rappresenta uno dei momenti più inquieti del disco. Poi arrivano “No Wrong No Right”, “Uncovered” e “Big Dumb Sex”.

Quest’ultima merita una menzione particolare. È una canzone volutamente provocatoria e ironica, che secondo Kim Thayil rappresentava una parodia dell’intero genere del “rock stupido”. Ed è proprio qui che emerge un’altra caratteristica fondamentale dei Soundgarden: dietro la pesantezza c’era anche una notevole dose di ironia. L’album si chiude con “Full On (Reprise)”, tornando idealmente alle atmosfere del sesto brano e completando un viaggio di oltre 50 minuti.

Louder Than Love è anche l’ultimo album dei Soundgarden con Hiro Yamamoto al basso. Il suo abbandono avrebbe portato all’ingresso di Ben Shepherd e a una nuova fase nella storia della band.Ed è proprio questo a rendere il disco ancora più interessante.Ascoltandolo oggi sappiamo cosa sarebbe successo dopo.Sappiamo che nel 1991 sarebbe arrivato Badmotorfinger

Sappiamo che il nome Soundgarden sarebbe diventato sinonimo della scena di Seattle. 

Sappiamo che nel 1994 Superunknown avrebbe portato la band al vertice del rock mondiale. Ma nel settembre del 1989 tutto questo era ancora futuro. C’erano soltanto quattro musicisti e un disco gigantesco. Quando si parla di Louder Than Love è inevitabile utilizzare la parola “grunge”, ma farlo soltanto per catalogare l’album rischia di ridurne la portata. 

I Soundgarden erano già qualcosa di diverso, la loro musica guardava indietro, verso il metal e il rock degli anni Settanta, ma contemporaneamente anticipava l’alternative rock degli anni Novanta.La scena di Seattle sarebbe esplosa poco dopo, solo che i Soundgarden non stavano aspettando che qualcuno inventasse il grunge, lo stavano già superando e Lourder Than Love lo dimostra. 

Oggi che questo disco compie 37 anni, possiamo affermare che è il momento per trasformarlo in un documento storico anche se poi, tutto il disco, funziona ancora come deve funzionare: è rock e basta! E questa è la vittoria più grande