Mark Guiliana compie oggi 46 anni. Dal buio cosmico di Blackstar al palco del Locomotive Jazz Festival, la storia di un batterista che David Bowie scelse per accompagnarlo verso l'ultimo confine della sua musica
Ci sono musicisti che suonano la batteria. E poi ci sono musicisti che fanno della batteria un luogo. Mark Guiliana appartiene alla seconda categoria.
Il suo è un battito che non sta semplicemente sotto la musica: la
attraversa, la interrompe, la sposta. A volte sembra una macchina elettronica,
altre volte un animale jazzistico che improvvisamente prende vita. È preciso e
nervoso, geometrico e imprevedibile. Un battito che sembra arrivare da un tempo
che ancora non conosciamo.
Forse è anche
per questo che David Bowie lo volle con sé.
Oggi, 2 settembre, Mark Guiliana compie 46 anni. È nato nel 1980 a
Florham Park, nel New Jersey. E tra le tante pagine della sua carriera ce n'è
una che continua ad avere un peso quasi mitologico: quella scritta insieme a
Bowie negli ultimi anni della vita del musicista inglese.
Bowie cercava
il futuro. E trovò Guiliana
La collaborazione tra i due comincia nel 2014, con “Sue (Or in a Season
of Crime)”. Ma è con Blackstar, pubblicato nel gennaio 2016, che il rapporto
tra Bowie e Guiliana raggiunge una dimensione irripetibile.
Bowie stava costruendo qualcosa di misterioso. Un disco che sembrava
guardare contemporaneamente al jazz, al rock, all'elettronica e
all'avanguardia. Una musica piena di crepe, di ombre, di improvvise
accelerazioni.
Serviva un
batterista capace di non avere paura dell'ignoto e Guiliana era quel
batterista.
In Blackstar la
sua batteria sembra spesso anticipare ciò che sta per accadere. Non rassicura
l'ascoltatore, non gli offre un terreno stabile. Al contrario, lo mette in
movimento.
È uno degli elementi che rendono quel disco così irripetibile. E c'è
qualcosa di profondamente bowiano in questa scelta: David Bowie, ancora una
volta, non cercava semplicemente un musicista bravo; cercava, come ha sempre
fatto, qualcuno capace di spostare il linguaggio.
Guiliana racconta che lavorare con Bowie gli ha cambiato la vita. E
forse non poteva essere altrimenti; perché incontrare Bowie, per un musicista,
significava entrare in un laboratorio dove nessuna regola era davvero
definitiva.
Dopo Bowie, la strada per Giuliana però continua anche se il rischio, quando un musicista viene
associato a una figura gigantesca come Bowie, è che tutto il resto della sua
carriera finisca in secondo piano.
Per Guiliana
sarebbe un'ingiustizia perché lui non è soltanto “il batterista di Blackstar”.
Lui, Giuliana, è uno dei musicisti che hanno contribuito a ridisegnare
il ruolo della batteria nel jazz contemporaneo. La sua ricerca attraversa
l'elettronica, il rock, la musica improvvisata e le nuove tecnologie. Nel
progetto Beat Music, in particolare, il ritmo diventa materia, architettura,
pulsazione elettronica.
Ed è proprio
questa identità, e non soltanto il prestigioso capitolo bowiano, che nel 2024
lo porta in Salento. E lui arriva, nel 2024, grazie a Raffaele Casarano che lo
vuole sul palco del Locomotive.
Il 3 agosto
2024, a Sogliano Cavour, Mark Guiliana sale sul palco del Locomotive Jazz
Festival.
Guiliana arriva con Beat Music, insieme a Chris Morrissey e Nick Semrad
ed è difficile immaginare un incontro più naturale.
Da una parte c'è Guiliana, musicista abituato a muoversi senza confini tra jazz, elettronica, rock e improvvisazione, dall'altra c'è il Locomotive, un festival che da anni ha fatto della contaminazione e della ricerca una delle proprie ragioni d'essere.
Casarano non porta quindi a Sogliano Cavour soltanto “il batterista di
David Bowie”. Porta Mark Guiliana, una differenza importante e sostanziale perché
il nome di Bowie può certamente aprire una porta, ma è la musica di Guiliana a
doverla attraversare.
E quella sera
il pubblico del Locomotive si trova davanti ad un artista che porta con sé una
storia enorme, ma che non vive di memoria. Un musicista proiettato in avanti.
Dal laboratorio
di Bowie al Salento c'è un filo sottile che unisce Blackstar a Sogliano Cavour.
È il filo della
ricerca. Bowie aveva scelto Guiliana perché dentro il suo modo di suonare aveva
trovato qualcosa di contemporaneo, qualcosa di non addomesticato. Casarano,
anni dopo, lo sceglie per il Locomotive proprio perché quella ricerca continua
a rappresentare una delle forme più vive del jazz contemporaneo.
È quasi come se
il battito di Blackstar, dopo aver attraversato New York, Londra e gli studi di
registrazione, fosse arrivato fin nel profondo sud d’Italia, nel Salento.
E questo dice
molto anche del Locomotive Jazz Festival: un festival nato in una terra
periferica rispetto alle grandi capitali della musica, ma capace di costruire
connessioni internazionali e di portare sul proprio palco musicisti che
appartengono alla storia e al futuro della musica.
E mentre il suo
percorso continua con nuovi progetti — tra cui Beat Music 2.0, annunciato per
settembre — vale la pena tornare a quella notte del 3 agosto 2024.
Perché dentro quella presenza sul palco del Locomotive c'era molto più
di un concerto. C'era la traccia di un viaggio: Da Bowie a Guiliana; Da
Blackstar a Beat Music;Da New York al Salento. Da un artista che cercava il
futuro a un festival che continua a cercare nuove forme per raccontare il
presente.
Forse è proprio questo il modo migliore per festeggiare Mark Guiliana. Non
ricordandolo soltanto per il suo passato con David Bowie, ma ascoltando il
battito che ha continuato a costruire dopo Bowie.
Un battito
inquieto, metropolitano, elettronico, jazzistico.
Un battito che,
per una notte, ha suonato anche nel cuore del Salento.
