Amare l’alieno, amare il diverso, amare ciò che percepiamo come estraneo. In “Loving The Alien” di David Bowie c’è tutto questo …ed altro
Loving the Alien è uno dei brani più suggestivi e malinconici di David Bowie, pubblicato nel 1984 nell’album Tonight.È una canzone costruita attorno al tema della religione, del conflitto e dell’alterità. Bowie riflette su come gli esseri umani abbiano spesso bisogno di creare un “alieno”, un diverso, un nemico da cui difendersi o che permetta di dare un senso alle proprie paure.
Il Testo:
L’immagine iniziale: il Mediterraneo e la guerra: La canzone si apre con immagini che evocano un paesaggio mediterraneo, ma subito questo scenario viene contaminato dalla violenza e dalla memoria dei conflitti. Bowie mette insieme bellezza e guerra: un luogo che potrebbe rappresentare civiltà, religione e storia diventa anche il teatro di scontri interminabili.È importante perché introduce uno dei temi centrali: gli esseri umani continuano a combattersi per identità e convinzioni che percepiscono come assolute.Religione e conflitto: Nel testo compaiono riferimenti alla fede e alle guerre combattute in suo nome. Bowie non sembra interessato a stabilire quale religione abbia ragione, piuttosto, osserva un meccanismo umano: quando una persona considera la propria visione del mondo assoluta, chi appartiene all’altra parte può trasformarsi in un nemico. La religione diventa quindi anche una metafora dell’identità contrapposta: noi - loro, conosciuto – sconosciuto, fede propria - fede dell’altro.Chi è l’”alieno”?: Qui arriviamo al cuore della canzone, l’“alien” non deve essere interpretato semplicemente come un extraterrestre, è soprattutto l’estraneo, è qualcuno che non appartiene al nostro gruppo, alla nostra cultura o alla nostra concezione del mondo.La genialità del titolo sta nel verbo “loving”: Bowie accosta l’amore a ciò che normalmente viene percepito come estraneo o minaccioso e la domanda implicita diventa: possiamo amare ciò che non comprendiamo?E, ancora più radicalmente: possiamo smettere di avere bisogno di un “alieno” contro cui definirci?Il paradosso dell’amore: il ritornello ha un carattere quasi ossessivo. L’idea dell’amore ritorna mentre il testo continua a parlare di separazione, paura e conflitto. Questo crea un paradosso molto bowiano: l’umanità desidera l’unione, ma contemporaneamente costruisce continuamente divisioni.L’amore verso l’“alieno” può quindi essere letto come una forma di apertura verso l’alterità .Non significa necessariamente approvare tutto ciò che è diverso da noi. Significa riuscire a riconoscere l’umanità dell’altro senza trasformarlo automaticamente in una minaccia. Il tempo e la memoria: Un altro elemento importante è il senso di ripetizione storica; la canzone non parla soltanto di un conflitto specifico. Guarda alla storia come a qualcosa in cui gli stessi schemi sembrano ripetersi: fede, paura, appartenenza, guerra. Ed è proprio questo che rende il brano malinconico. Bowie sembra suggerire che il problema non sia soltanto chi combatte contro chi, ma il meccanismo attraverso cui gli esseri umani continuano a creare categorie di “noi” e “loro”.Ma perché la canzone è così malinconica? La musica contribuisce enormemente al significato. L’arrangiamento di Tonight appartiene alla fase più pop e accessibile degli anni Ottanta di Bowie, ma Loving the Alien conserva qualcosa di oscuro, solenne e inquietante.La voce non interpreta il testo come un manifesto politico urlato. Al contrario, sembra quasi contemplare una tragedia già avvenuta. Ed è questo contrasto a renderla particolare: la musica è seducente, mentre ciò di cui parla è profondamente inquietante.Il significato complessivo potrebbe essere quello di guardare all’alieno non necessariamente come qualcuno che viene da un altro pianeta. È la persona che abbiamo deciso di considerare “altra” da noi.Bowie porta questa idea dentro un immaginario fatto di religione, guerra, storia e Mediterraneo. E il titolo propone una soluzione apparentemente impossibile: amare ciò che normalmente ci induce a separarci.È una canzone sul conflitto, ma ancora di più è una canzone sulla necessità psicologica di creare un “altro”, un po’ come ha sempre fatto lui creando le migliaia di personaggi a cui ha dato corpo e voce da Ziggy Stardust in poi….E c’è una cosa molto interessante: Bowie aveva già esplorato per tutta la sua carriera il tema dell’estraneo — l’alieno, il diverso, l’essere fuori posto. Qui però l’idea diventa meno fantascientifica e molto più umana e politica: l’alieno siamo noi stessi quando smettiamo di riconoscere l’altro come simile a noi.
