Ci sono serate in cui la musica
supera ogni aspettativa e diventa un'esperienza da custodire. È quanto accaduto
domenica 11 ottobre 2026 al Teatro Cavallino Bianco di Galatina, dove Paolo
Fresu e Giovanni Sollima hanno letteralmente incantato il pubblico con “FS: in
viaggio”, uno degli appuntamenti più attesi della stagione del Festival I Concerti
del Chiostro.
Una serata da tutto esaurito, con
i biglietti terminati già da settimane, che ha confermato l'attesa e la
curiosità suscitate dall'incontro tra due autentici colossi della musica,
riconosciuti a livello internazionale tanto dagli addetti ai lavori quanto
dagli appassionati ma, allo stesso tempo, ha confermato che l'Associazione I Concerti del Chiostro conosce bene il mestiere.
Avere Fresu e Sollima sullo stesso palco, qui, a
casa nostra, è stato un privilegio. E, senza nulla togliere ai tanti artisti
che hanno attraversato Galatina durante l'estate, domenica sera si è respirata
un'atmosfera speciale. Perché quando si incontrano personalità artistiche di
questo calibro, capaci di parlare linguaggi diversi e di superarli
continuamente, la musica raggiunge una dimensione che va oltre il semplice
concerto.
Da una parte Paolo Fresu, con la
sua tromba e il flicorno, il suono inconfondibile, la sensibilità melodica e
quella capacità di trasformare poche note in un racconto ricco di sfumature.
Dall'altra Giovanni Sollima, con il suo violoncello, strumento che nelle sue
mani diventa una voce libera, potente, capace di muoversi tra tradizione
classica, sperimentazione e suggestioni contemporanee.
Due percorsi differenti, due
personalità fortissime, eppure una straordinaria capacità di trovare un terreno
comune.
Le loro voci strumentali si sono
cercate, inseguite e ritrovate in un dialogo che ha tenuto il pubblico con il
fiato sospeso ed il fondo schiena ben ancorato sulla poltrona. Non una semplice alternanza di interventi solistici, ma un
continuo gioco di ascolti e risposte, di tensioni e aperture, nel quale ogni
suono sembrava trovare nell'altro una nuova possibilità espressiva.
È qui che si riconosce la grandezza di certi incontri: nella
capacità di mettere da parte ogni confine, lasciando che siano gli strumenti a
raccontare ciò che le parole non possono dire.
Un viaggio senza confini
Il titolo FS: in viaggio
descrive perfettamente lo spirito del progetto. Un percorso attraverso
linguaggi e tradizioni differenti, nel quale il jazz dialoga con la musica
colta, la ricerca contemporanea incontra le radici popolari e l'improvvisazione
apre continuamente nuove strade.
Fresu e Sollima non hanno bisogno di dimostrare quanto siano
distanti i loro mondi musicali. La loro forza sta nel farli incontrare,
trasformando le differenze in una risorsa espressiva. La tromba e il
violoncello diventano così protagonisti di un racconto condiviso, fatto di
sensibilità, tecnica, libertà e ascolto reciproco.
È una musica che chiede attenzione, ma sa anche arrivare
direttamente alle emozioni. E proprio in questo equilibrio tra ricerca e
immediatezza risiede una parte del fascino di un progetto capace di coinvolgere
pubblici diversi.
Galatina al centro della grande musica
La serata del Cavallino Bianco ha
rappresentato anche un motivo di orgoglio per il territorio. Vedere un teatro
gremito per un appuntamento di questo livello significa riconoscere quanto il
pubblico salentino sappia rispondere alle proposte culturali di qualità e
quanto sia importante continuare a investire nella musica dal vivo.
Tutto ciò però avviene grazie
alla perseveranza ed all’impegno che da ben ventisei anni l’Associazione
Festival I Concerti del Chiostro profonde in questo senso, impegno e
risultati che anno dopo anno continuano a sorprendere, costruendo una
programmazione capace di portare nel Salento artisti e progetti di grande
rilievo.
Dietro serate come questa ci sono
passione, competenza e un lavoro che permette a una città come Galatina di
diventare un punto d'incontro per esperienze artistiche di respiro
internazionale. Un risultato che merita attenzione e riconoscenza, fuori dalle
logiche di un’offerta “popolare” e consumistica come spesso avviene per altre
cose, o ospiti spesso ripetuti a discapito di offerte sempre più diversificate
(a buon intenditore poche parole).
La cultura, la nostra ricchezza più grande
Ora, al di là di qualsiasi
pensiero critico nei confronti di chi la cultura la spaccia come festa di
piazza e basta, Il concerto di Paolo Fresu e Giovanni Sollima lascia
soprattutto una certezza: la musica dal vivo conserva una forza unica, quella
di creare un'esperienza condivisa, irripetibile, nella quale artisti e pubblico
si incontrano nello stesso spazio emotivo.
Domenica sera, al Cavallino
Bianco, non si è celebrato soltanto il talento di due straordinari musicisti; si
è celebrata anche la possibilità di avere la grande musica vicino a casa, di
viverla nel proprio territorio e di riconoscerne il valore come parte
essenziale della vita culturale di una comunità. Ed a ciò continua a contribuire
il grande lavoro del Festival I Concerti del Chiostro per il trasmite del suo
direttore artistico Maestro Luigi Fracasso e di tutta la sua equipe.
A Galatina, quella di ieri sera è
stata una serata da ricordare, come tante che i Conerti del Chiostro ci hanno
offerto da ventisei da quando, un timido maestro Fracasso, varcò le soglie del
Comune per presentarsi nel mio ufficio. E quella di ieri resta una di quelle
che confermano quanto la bellezza possa nascere dall'incontro e quanto sia
importante creare occasioni perché quell'incontro continui ad accadere.
Perché la cultura non è un lusso,
e non è solo ballo, birra e cover di piazza, ma una ricchezza da coltivare. E serate come
questa ci ricordano quanto siamo fortunati quando qualcuno riesce a portarla
davvero sui nostri palcoscenici.




